Cinema / Le quattro volte
Ci sono film che si realizzano non per essere visti ma per vivere insieme al fruitore, che in questo caso non è la stessa persona dello spettatore. L'idea di immagine cambia con il tempo e con essa l'idea di narrazione cinematografica. L'esposizione per immagini che va per la maggiore oggi è quella televisiva, rivolta a moltitudini, perlopiù passive, di telespettatori. Le rappresentazioni televisive vivono nella speranza di creare un pubblico a propria immagine e somiglianza e per far ciò la televisione arriva a utilizzare la finzione anche nel reale, trasferendo molto di rado contenuti e muovendosi essenzialmente nel territorio vacuo dell'intrattenimento. Di tutt'altro segno è la cultura della visione di Michelangelo Frammartino. Regista classe 1968, con vari cortometraggi e due lungometraggi nel curriculum: Il dono del 2003 e Le quattro volte del 2010. Prenderemo proprio quest'ultimo titolo per sviluppare qualche considerazione in merito. Le ...