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Visualizzazione dei post con l'etichetta cinema d'autore

Cinema / Futura: in viaggio tra i "divenenti"

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     Nel gennaio del 2020 tre amici, registi per professione, nello specifico Pietro Marcello, Alice Rorhwacher e Francesco Munzi, decidono di girare qualcosa insieme. La loro attenzione si posa sui giovani italiani, o meglio, sui desideri, l'immaginario, quindi il futuro di questi giovani: nasce così il lungometraggio  Futura . La loro idea è molto semplice: con in spalla una cinepresa 16 mm. il loro intento è di chiedere a giovani appartenenti alla fascia d'età 15 - 20 anni, di varia estrazione culturale, diverse aspirazioni e sparsi su tutto il territorio nazionale, come immaginano il loro futuro. La fascia di età scelta per portare a compimento questo documento è particolare: non più bambini ma nemmeno adulti, bensì "divenenti" come vengono brillantemente definiti dalla voice off  che accompagna lo spettatore. Si potrebbe pensare che essendo "divenenti" il futuro venga forgiato su misura per loro, proprio su chi in quella fase della vita è pieno di entus...

Cinema / Costa-Gavras: un regista alquanto scomodo

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Nel mare magnum dell'informazione contemporanea, ciò che maggiormente salta agli occhi è la sproporzionata esposizione mediatica di alcuni personaggi dello spettacolo rispetto ad altri. Alcuni attori e registi sono presenti su copertine di riviste, in servizi giornalistici televisivi, senza neanche aver fatto nulla di meritorio in tempi recenti. Sono presenti perchè sono. Avanguardie mediatiche del pensiero dominante, espressione del mainstream. Altri rappresentanti dello stesso panorama professionale sono invece pressoché assenti dalla considerazione del grande pubblico, spesso conosciuti solo dagli addetti ai lavori e nominati in qualche Tg solo se hanno realizzato qualche pellicola che viene proiettata a Venezia, Cannes o Berlino, dove magari,  e non è cosa rara, ottengono anche qualche riconoscimento importante.  Della seconda categoria di cineasti, ossia gli sconosciuti al grande pubblico, ha un ruolo di prim'ordine Konstantino Gavras che risponde allo pseudonimo di Cos...

Cinema / la solitudine di Antonio Ligabue

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     Le realtà marginali della pianura padana risuonano al vento delle canne palustri e attraverso i fonemi del dialetto emiliano sono al centro del lavoro cinematografico di Giorgio Diritti, regista bolognese classe 1959 che annovera tra i suoi maestri ispiratori registi del calibro di Pupi Avati e Ermanno Olmi. Il suo ultimo film datato 2020 prende il titolo di Volevo nascondermi e narra le vicende del pittore Antonio Ligabue. La parabola del pittore è paradigmatica di una vita sfortunata: nasce in Svizzera nel 1899 figlio di una immigrata italiana che morì presumibilmente per un intossicazione alimentare insieme agli altri tre figli, Antonio venne allora dato in affidamento, ad un anno di età, ad una coppia svizzera senza figli e in realtà anche con scarse capacità economiche. La vita al giovane Antonio si prospetta subito dura, sarà costretto a cambiare molte scuole, e le difficoltà di apprendimento, complice anche un atteggiamento ribelle, condizioneranno il suo svi...

Cinema / E la censura non c'è più

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       E' notizia del 5 aprile 2021, ogni tanto qualcosa che esula dal Covid e dai vaccini, l'abolizione, tramite decreto, della censura cinematografica da parte del Ministro della Cultura Dario Franceschini. Il politico piddino a tal proposito ha espresso la propria soddisfazione per tale provvedimento dichiarando: «Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti». In realtà, il provvedimento era previsto dalla Legge sul cinema del 2016 e prevedeva la sostituzione dell'Istituto della censura con un organismo che andasse a classificare le varie pellicole prodotte e distribuite. La nuova Commissione di classificazione sarà composta da cinquanta professionisti del mondo del cinema, della pedagogia, della sociologia, nonché magistrati e rappresentanti delle associazioni dei genitori e delle associazioni animaliste e avrà il compito di adeguare la visi...

Cinema / Lei mi parla ancora

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Pupi Avati all'anagrafe Giuseppe Avati, classe 1938, è un regista che nella sua lunga carriera ha sempre avuto come tratto distintivo una modalità narrativa che lo ha sempre identificato nel panorama cinematografico italiano. Il suo ultimo lavoro Lei mi parla ancora  ispirato dal libro Lei mi parla ancora-memorie edite ed inedite di un farmacista scritto da Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio ed Elisabetta, pubblicato nel 2016 e dedicato alla memoria della moglie Rina Cavallini scomparsa nel 2015 dopo ben 65 anni di matrimonio, conferma questa collocazione ancora una volta. Il film era destinato alla distribuzione nelle sale ma a causa della pandemia è stato venduto a Sky Cinema che lo ha messo in programmazione dall'8 febbraio 2021.  Giuseppe Sgarbi inizia l'attività di scrittore a 93 anni con Lungo l'argine del tempo edito da Skira con le postfazioni dei due figli, in seguito ha pubblicato Non chiedermi cosa sarà il futuro , ma il libro che sente più suo, quello scat...

Cinema / Sulla mia pelle: l'arroganza del potere

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      Il cinema è decisamente il mezzo che meglio rappresenta il nostro tempo. Se il XVIII secolo trova la rappresentazione del suo stato nel teatro, pensiamo a Goldoni o alla nascita del dramma borghese, se il XIX secolo esprime le sue tensioni nel grande romanzo, e in Italia nel melodramma, il XX secolo incanala le sue nevrosi, altra parola molto cara al secolo scorso, attraverso il cinema, che diviene un medium, dove forse per la prima volta, la dimensione estetica e la dimensione comunicativa si trovano strettamente correlate.     Altra prerogativa del cinema à quella di rappresentare, questo accade fin dalle origini, la storia, gli eventi del passato, che attraverso le immagini riprendono vita e vengono proposti allo spettatore ricostruiti, arricchiti con elementi che non traspaiono dalla consultazione dei documenti scritti.       Nel nostro caso specifico, trovo ben riuscita in questo senso la trasposizione cinematografica della v...

Televisione / Il film, il pannolino e il politico

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Il mondo, sempre meno reale e sempre più virtuale, vacua rappresentazione, ormai è immagine pura, ossia icona priva di qualsiasi senso, se non quello di dimostrare se stessa in un corto circuito esistenziale. L'officiante di questa prassi involutiva è l'apparecchio televisivo, vero mediatore dei nostri tempi, ossia ente preposto a determinare un incontro, in questo caso con rapporti di forza sbilanciati, tra due o più parti. L'anomalia più frequente che riscontro nel mezzo televisivo è l'omologazione dei messaggi. Tutto è uguale a tutto all'interno del rettangolo televisivo. Pensiamo ad assistere ad un bel film, appassionante e che esprime valori profondi e tematiche che vale la pena di approfondire; proprio nel momento di maggior tensione emotiva, quando la gola si stringe e i pensieri vanno a mille, ecco che appare un culetto di un bambino nel suo pannolino, seguito da un pacco di fette biscottate, da un un'automobile che consuma pochissimo carburante, da...

Quando la realtà sembra un soggetto cinematografico

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I secoli passati ci hanno reso il fatto indubitabile riguardo all'enorme importanza dell'espressione artistica come contributo per ricostruire il passato o per decodificare il presente. Per leggere la storia, enorme importanza hanno rivestito le fonti letterarie, iconografiche e musicali, mentre per capire le complesse dinamiche del presente credo che come strumento più appropriato si sia imposta la settima arte, la più giovane, colei che condensa in sé tutte le arti, ossia il cinema. Il cinema americano ha spesso anticipato tematiche che a qualche decennio di distanza hanno toccato anche noi. Questo dato a testimonianza che a partire dall'ultimo dopoguerra le sorti del pianeta USA e dei satelliti europei sono legati a doppio filo.  In questi giorni le cronache lasciano interdetti. Sembra fuori dal comune quello accaduto presso la stazione dei Carabinieri Levante, le seconda per importanza di Piacenza. Tuttavia, non è una sceneggiatura di Martin Scorsese né di Abel...

Cinema / Favolacce: storia di un fallimento esistenziale.

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Favolacce è l'ultimo lungometraggio realizzato dai fratelli D'Innocenzo. Presentato al Festival di Berlino, ottiene l'Orso d'argento per la migliore sceneggiatura e  apprezzamenti dalla critica. Il film inizia con una voce narrante (Max Tortora) che accompagnerà lo spettatore lungo tutta la proiezione e che concluderà la sua prima esposizione con un ammonimento dai toni stranianti: "Quanto segue è ispirato ad una storia vera...la storia vera è ispirata ad una storia falsa...la storia falsa non è molto ispirata.". Questo incipit nella sua stessa natura significante, ma lo scopriremo solo alla fine, prepara lo spettatore alla visione di una storia ciclica, che potrebbe durare all'infinito e dalla quale non sembra esserci una via d'uscita. La location del film è estremamente significativa: un comprensorio di villini a schiera nella periferia sud di Roma. Villini ordinati e con giardino, che a prima vista denotano una certa agiatezza, ma che in r...

Cinema / La forza di Alice. La forza delle donne.

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Il multiforme mondo dei cortometraggi è spesso un terreno di crescita e sperimentazione dove i giovani cineasti si mettono alla prova con il sogno di tentare il grande salto nelle produzioni dei lungometraggi, ossia, il cinema che conta. Tuttavia,  da qualche anno a questa parte, si mette in evidenza una grande produzione di  corti,  dove a cimentarsi con questa forma di cinema di nicchia si nota la presenza di artisti affermati o quantomeno non alle prime armi. Proprio a quest'ultima categoria appartiene Michele Li Volsi, cinquantenne regista e attore palermitano che con il suo ultimo lavoro,  La forza di Alice,  affronta con coraggio e lucidità tematiche scabrose ma quanto mai attuali quali la violenza sulle donne, l'omosessualità femminile e la procreazione assistita. La forza di Alice  narra in poco più di 13 minuti, le vicende, tratte da un fatto di cronaca, di una coppia omosessuale, Alice e Andrea, che decidono di avere un figlio nella ...

Fotografia / Fotografia come parafrasi

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Ricordo ancora con estremo piacere la mia prima visione de La grande bellezza , film di Paolo Sorrentino. A quella prima visione, ne sono seguite a stretto giro altre due. Avevo bisogno di un film del genere. Un film che posso definire squisitamente "epico" per scomodare un termine brechtiano, con la presenza di una voce narrante e assenza di un finale catartico, che riesce ad indurre, attraverso le istanze che pone, un grande lavoro intellettuale allo spettatore. Inoltre la pellicola non si regge solo sulla sceneggiatura, tra l'altro bellissima, ma trova un forte sostegno nella colonna sonora e nella potenza evocativa delle immagini, che Sorrentino realizza in modo estremamente classico; molte inquadrature centrali e sinestesicamente stentoree che fanno da rinforzo al paradigma visivo della Roma monumentale, deuteragonista del film. Immagine di copertina I temi che mette in gioco sono molteplici, ma quello sul quale si pone l'attenzione è proprio il senso di...

Cinema / Il lato oscuro dell'America

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Qualche sera fa, in maniera del tutto casuale, ho avuto occasione di vedere il film del 2015 Trumbo, che nella traduzione italiana diviene L'ultima parola-la vera storia di Dalton Trumbo. Il film vede la regia di Jay Roach, cineasta versatile che spazia tra la commedia ( Austin Powers, Ti presento i miei ) e  film biografici di approfondimento storico come All the Way , film che narra le vicende dell'ex presidente USA Lyndon Johnson, Bombshell sulla recente vita politica statunitense e appunto Trumbo che vede protagonista lo sceneggiatore  di successo del cinema classico Dalton Trumbo alle prese con la Commissione delle attività antiamericane. Il film narra con precisione e dovizia di particolari, seguendo lo stile tipico di una pellicola di inchiesta riportante avvenimenti realmente accaduti, ciò che avvenne all'interno dell'industria cinematografica americana sotto le pressioni del Maccartismo, ossia la compilazione della Lista nera, Hollywood blacklist , vale...