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L'uomo, il tempo e il paesaggio. Considerazioni a margine

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  L'uomo, il tempo e il paesaggio è il titolo del mio breve saggio con immagini edito da ChiPiuNeArt Editore nell'ottobre del 2023, riguardante la relazione delle tre istanze del titolo vista da un punto di osservazione della rappresentazione delle stesse.  Se da un lato il volume si giustifica con il desiderio di andare a scandagliare il rapporto tra immagini e realtà, o meglio l'idea della realtà che ne scaturisce, d'altro canto mi interessava analizzare la relazione dell'essere umano con il suo ambiente circostante nel flusso dello scorrere tempo. L'interesse oltrepassa la sfera prettamente ecologista, anche se la include, in quanto pone tematiche che annullano i vari settori d'indagine proponendo un discorso olistico, dove tutte le istanze sono strettamente collegate tra loro, andando ad oltrepassare la visione umana di derivazione economicista che si realizza nella specializzazione del pensiero in ambiti ristretti che a malapena dialogano tra loro. L...

Mostre / La fruizione artistica per uscire dall'isolamento

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Dal 20 maggio al 20 giugno 2020 presso la Ikigai Art Gallery di Roma, in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio, avrà luogo una esposizione artistica, curata dalla Dott.ssa Alessia Ferraro, che vuole essere una possibile via di uscita, lastricata di bellezza, dall'isolamento dettato dalle misure anti Covid 19. Condividerò lo spazio espositivo con altri due artisti, Saverio Galano e Emanuele Marchetti.  Galano presenta tre interessanti opere pittoriche che trovano forza nella "poesia del movimento" (A. Ferraro). Immagini che rappresentano in una dimensione onirica da dove è difficile fuggire, figure archetipiche del mondo dello spettacolo, come giocolieri, poeti, contorsionisti, in atteggiamenti riflessivi e collocati in uno spazio dove la comunicazione è difficile, dove il pensiero non riesce a materializzarsi in parola. Marchetti invece propone "opere  intessute da una perizia tecnica in grado di plasmare “manieristici” t...

Fotografia / Fotografia come parafrasi

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Ricordo ancora con estremo piacere la mia prima visione de La grande bellezza , film di Paolo Sorrentino. A quella prima visione, ne sono seguite a stretto giro altre due. Avevo bisogno di un film del genere. Un film che posso definire squisitamente "epico" per scomodare un termine brechtiano, con la presenza di una voce narrante e assenza di un finale catartico, che riesce ad indurre, attraverso le istanze che pone, un grande lavoro intellettuale allo spettatore. Inoltre la pellicola non si regge solo sulla sceneggiatura, tra l'altro bellissima, ma trova un forte sostegno nella colonna sonora e nella potenza evocativa delle immagini, che Sorrentino realizza in modo estremamente classico; molte inquadrature centrali e sinestesicamente stentoree che fanno da rinforzo al paradigma visivo della Roma monumentale, deuteragonista del film. Immagine di copertina I temi che mette in gioco sono molteplici, ma quello sul quale si pone l'attenzione è proprio il senso di...