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Visualizzazione dei post con l'etichetta sergio battista

L'uomo, il tempo e il paesaggio. Considerazioni a margine

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  L'uomo, il tempo e il paesaggio è il titolo del mio breve saggio con immagini edito da ChiPiuNeArt Editore nell'ottobre del 2023, riguardante la relazione delle tre istanze del titolo vista da un punto di osservazione della rappresentazione delle stesse.  Se da un lato il volume si giustifica con il desiderio di andare a scandagliare il rapporto tra immagini e realtà, o meglio l'idea della realtà che ne scaturisce, d'altro canto mi interessava analizzare la relazione dell'essere umano con il suo ambiente circostante nel flusso dello scorrere tempo. L'interesse oltrepassa la sfera prettamente ecologista, anche se la include, in quanto pone tematiche che annullano i vari settori d'indagine proponendo un discorso olistico, dove tutte le istanze sono strettamente collegate tra loro, andando ad oltrepassare la visione umana di derivazione economicista che si realizza nella specializzazione del pensiero in ambiti ristretti che a malapena dialogano tra loro. L...

Cinema / Costa-Gavras: un regista alquanto scomodo

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Nel mare magnum dell'informazione contemporanea, ciò che maggiormente salta agli occhi è la sproporzionata esposizione mediatica di alcuni personaggi dello spettacolo rispetto ad altri. Alcuni attori e registi sono presenti su copertine di riviste, in servizi giornalistici televisivi, senza neanche aver fatto nulla di meritorio in tempi recenti. Sono presenti perchè sono. Avanguardie mediatiche del pensiero dominante, espressione del mainstream. Altri rappresentanti dello stesso panorama professionale sono invece pressoché assenti dalla considerazione del grande pubblico, spesso conosciuti solo dagli addetti ai lavori e nominati in qualche Tg solo se hanno realizzato qualche pellicola che viene proiettata a Venezia, Cannes o Berlino, dove magari,  e non è cosa rara, ottengono anche qualche riconoscimento importante.  Della seconda categoria di cineasti, ossia gli sconosciuti al grande pubblico, ha un ruolo di prim'ordine Konstantino Gavras che risponde allo pseudonimo di Cos...

Cinema / la solitudine di Antonio Ligabue

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     Le realtà marginali della pianura padana risuonano al vento delle canne palustri e attraverso i fonemi del dialetto emiliano sono al centro del lavoro cinematografico di Giorgio Diritti, regista bolognese classe 1959 che annovera tra i suoi maestri ispiratori registi del calibro di Pupi Avati e Ermanno Olmi. Il suo ultimo film datato 2020 prende il titolo di Volevo nascondermi e narra le vicende del pittore Antonio Ligabue. La parabola del pittore è paradigmatica di una vita sfortunata: nasce in Svizzera nel 1899 figlio di una immigrata italiana che morì presumibilmente per un intossicazione alimentare insieme agli altri tre figli, Antonio venne allora dato in affidamento, ad un anno di età, ad una coppia svizzera senza figli e in realtà anche con scarse capacità economiche. La vita al giovane Antonio si prospetta subito dura, sarà costretto a cambiare molte scuole, e le difficoltà di apprendimento, complice anche un atteggiamento ribelle, condizioneranno il suo svi...

Cinema / E la censura non c'è più

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       E' notizia del 5 aprile 2021, ogni tanto qualcosa che esula dal Covid e dai vaccini, l'abolizione, tramite decreto, della censura cinematografica da parte del Ministro della Cultura Dario Franceschini. Il politico piddino a tal proposito ha espresso la propria soddisfazione per tale provvedimento dichiarando: «Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti». In realtà, il provvedimento era previsto dalla Legge sul cinema del 2016 e prevedeva la sostituzione dell'Istituto della censura con un organismo che andasse a classificare le varie pellicole prodotte e distribuite. La nuova Commissione di classificazione sarà composta da cinquanta professionisti del mondo del cinema, della pedagogia, della sociologia, nonché magistrati e rappresentanti delle associazioni dei genitori e delle associazioni animaliste e avrà il compito di adeguare la visi...

Quale cultura possibile?

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Nel saggio Economia, società e modi del fare musica nelle culture tradizionali , Marcello Sorce Keller ci riporta come tradizionalmente gli antropologi tendano a suddividere le parti che compongono quel vasto fenomeno che chiamiamo cultura. Alla domanda che cos'è "una cultura" gli studiosi ci dicono quali sono le tre componenti che intervengono nella sua costituzione: una parte materiale, gli oggetti, strumenti e utensili; un sistema socio-economico di riferimento  e infine, una cultura espressiva, ossia religione, arte e linguaggio proprio di una realtà sociale. Quindi ciò che chiamiamo cultura è quel conglomerato stratificato nel tempo di queste componenti che interagiscono tra loro. Come ci ricorda anche Mario Vargas Llosa: " La cultura non è la somma di parecchie attività, ma un modo di vivere, un modo di essere in cui le forme sono importanti quanto il contenuto. La conoscenza ha a che vedere con l'evoluzione della scienza a della tecnica, e la cultura è qua...

Cinema / Sulla mia pelle: l'arroganza del potere

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      Il cinema è decisamente il mezzo che meglio rappresenta il nostro tempo. Se il XVIII secolo trova la rappresentazione del suo stato nel teatro, pensiamo a Goldoni o alla nascita del dramma borghese, se il XIX secolo esprime le sue tensioni nel grande romanzo, e in Italia nel melodramma, il XX secolo incanala le sue nevrosi, altra parola molto cara al secolo scorso, attraverso il cinema, che diviene un medium, dove forse per la prima volta, la dimensione estetica e la dimensione comunicativa si trovano strettamente correlate.     Altra prerogativa del cinema à quella di rappresentare, questo accade fin dalle origini, la storia, gli eventi del passato, che attraverso le immagini riprendono vita e vengono proposti allo spettatore ricostruiti, arricchiti con elementi che non traspaiono dalla consultazione dei documenti scritti.       Nel nostro caso specifico, trovo ben riuscita in questo senso la trasposizione cinematografica della v...

Le narrazioni possibili di una pandemia

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Nell'incertezza che governa le nostre vite, sono veramente pochi i punti fermi. Uno di questi è strettamente collegato all'importanza del narrare da parte dell' Homo sapiens. Etimologicamente il termine deriva dalla radice - gna , ossia rendere noto, mentre il suffiso - zione deriva dal latino catione e trasmette il carattere semantico dell'agire, del gesto, appunto, del narrare. L'atto del narrare attraversa la storia dell'uomo e ne mette in mostra urgenze psicologiche e interiori oppure esigenze pratiche concatenate con  l'esercizio del potere; molto spesso entrambe le necessità. La narrazione nei fatti non è la realtà "vera" ma una versione di quella realtà, che può essere anche molto fedele, ma certamente diviene oggetto di interpretazione e manipolazione da parte di chi narra, da colui  che mette in atto quel fenomeno comunicativo con lo scopo di condividere esperienze collettive e di "costruire una memoria". Risultano molto intere...

Mostre / La fruizione artistica per uscire dall'isolamento

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Dal 20 maggio al 20 giugno 2020 presso la Ikigai Art Gallery di Roma, in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio, avrà luogo una esposizione artistica, curata dalla Dott.ssa Alessia Ferraro, che vuole essere una possibile via di uscita, lastricata di bellezza, dall'isolamento dettato dalle misure anti Covid 19. Condividerò lo spazio espositivo con altri due artisti, Saverio Galano e Emanuele Marchetti.  Galano presenta tre interessanti opere pittoriche che trovano forza nella "poesia del movimento" (A. Ferraro). Immagini che rappresentano in una dimensione onirica da dove è difficile fuggire, figure archetipiche del mondo dello spettacolo, come giocolieri, poeti, contorsionisti, in atteggiamenti riflessivi e collocati in uno spazio dove la comunicazione è difficile, dove il pensiero non riesce a materializzarsi in parola. Marchetti invece propone "opere  intessute da una perizia tecnica in grado di plasmare “manieristici” t...

Ridi pagliaccio: gli artisti nel tempo del Coronavirus

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Come da un pò di tempo a questa parte, ho assistito alla conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il corpus delle comunicazioni ha riguardato le cifre degli ammortizzatori economici messi in campo per fronteggiare le perdite ingenti causate dal famigerato lockdown . Questa volta, dopo tante proteste riguardo alla loro "invisibilità" al mondo politico, sono stati citati anche gli artisti. Il Presidente del Consiglio ha dichiarato la cifra destinata al sostegno agli artisti, che tanto ci fanno "divertire".  Premesso che nei confronti del Presidente del Consiglio sento di nutrire una certa stima, anche perchè non oso immaginare gli accadimenti, se il suo seggio fosse stato occupato da altri personaggi, riconosco che la sua "uscita" ha attratto la mia attenzione. Molto più della girandola di miliardi annunciati che marceranno sul suolo patrio in un epico quadro degno da "Arrivano i nostri" che non più di tre mesi fa poteva ...

Fotografia / Fotografia come parafrasi

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Ricordo ancora con estremo piacere la mia prima visione de La grande bellezza , film di Paolo Sorrentino. A quella prima visione, ne sono seguite a stretto giro altre due. Avevo bisogno di un film del genere. Un film che posso definire squisitamente "epico" per scomodare un termine brechtiano, con la presenza di una voce narrante e assenza di un finale catartico, che riesce ad indurre, attraverso le istanze che pone, un grande lavoro intellettuale allo spettatore. Inoltre la pellicola non si regge solo sulla sceneggiatura, tra l'altro bellissima, ma trova un forte sostegno nella colonna sonora e nella potenza evocativa delle immagini, che Sorrentino realizza in modo estremamente classico; molte inquadrature centrali e sinestesicamente stentoree che fanno da rinforzo al paradigma visivo della Roma monumentale, deuteragonista del film. Immagine di copertina I temi che mette in gioco sono molteplici, ma quello sul quale si pone l'attenzione è proprio il senso di...

Cinema / Viola, Franca. Un corto per ricordare

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Tra le molteplici funzioni che può ricoprire il cinema, una delle più importanti è probabilmente rivestirsi dell'importante compito di esercitare il ricordo, ossia, impattare e rimbalzare, attraverso le immagini, emozioni nel grande contenitore della memoria individuale e collettiva. Questo è il caso che riguarda il  riuscito cortometraggio del 2017 Viola, Franca per la regia di Marta Savina, che vede tra gli interpreti Claudia Gusmano, nel ruolo di Franca, Ninni Bruschetta, nel ruolo del padre Bernardo, Carlo Calderone nei panni dello sciagurato Filippo Melodia e Maurizio Puglisi nel ruolo di Don Valerio. Forse i più giovani ignorano la figura di Franca Viola, donna, anzi, adolescente all'epoca dei fatti, di straordinario coraggio che si oppose con fermezza alla pratica del matrimonio riparatore, la cosiddetta "paciata"che le avrebbe permesso di salvare il suo "onore". Il cortometraggio Viola, Franca in circa 15 minuti di grande scorrevolezza na...