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Covid 19 - la terza ondata

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Questo è un blog che tratta questioni legate al mondo dello spettacolo, cinema, teatro e musica, quindi allo stato attuale, in questo periodo dominato dall'ombra grigia del Covid non c'è molto da dire, e se anche ci fossero argomenti interessanti da approfondire, in sincerità dichiaro di non averne voglia.  Nel passato recente mi sono occupato di scrivere, in questa sede, un articolo riguardo alla narrazione di questa pandemia da parte dei politici e dei media, cassa di risonanza di quest'ultimi. Ciò che mi portò alla stesura dell'articolo furono delle discrepanze, o meglio incongruenze, tra ciò che veniva detto e ciò che realmente accadeva, ossia le misure prese per fronteggiare la diffusione del virus. A mesi di distanza vorrei tornare su questo argomento anche alla luce del recente inasprimento delle misure di prevenzione da parte del Governo. Andando a memoria mi sembrava di ricordare che nel mese di ottobre e novembre, quando si paventava già la venuta della terza ...

Le narrazioni possibili di una pandemia

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Nell'incertezza che governa le nostre vite, sono veramente pochi i punti fermi. Uno di questi è strettamente collegato all'importanza del narrare da parte dell' Homo sapiens. Etimologicamente il termine deriva dalla radice - gna , ossia rendere noto, mentre il suffiso - zione deriva dal latino catione e trasmette il carattere semantico dell'agire, del gesto, appunto, del narrare. L'atto del narrare attraversa la storia dell'uomo e ne mette in mostra urgenze psicologiche e interiori oppure esigenze pratiche concatenate con  l'esercizio del potere; molto spesso entrambe le necessità. La narrazione nei fatti non è la realtà "vera" ma una versione di quella realtà, che può essere anche molto fedele, ma certamente diviene oggetto di interpretazione e manipolazione da parte di chi narra, da colui  che mette in atto quel fenomeno comunicativo con lo scopo di condividere esperienze collettive e di "costruire una memoria". Risultano molto intere...

Quando la realtà sembra un soggetto cinematografico

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I secoli passati ci hanno reso il fatto indubitabile riguardo all'enorme importanza dell'espressione artistica come contributo per ricostruire il passato o per decodificare il presente. Per leggere la storia, enorme importanza hanno rivestito le fonti letterarie, iconografiche e musicali, mentre per capire le complesse dinamiche del presente credo che come strumento più appropriato si sia imposta la settima arte, la più giovane, colei che condensa in sé tutte le arti, ossia il cinema. Il cinema americano ha spesso anticipato tematiche che a qualche decennio di distanza hanno toccato anche noi. Questo dato a testimonianza che a partire dall'ultimo dopoguerra le sorti del pianeta USA e dei satelliti europei sono legati a doppio filo.  In questi giorni le cronache lasciano interdetti. Sembra fuori dal comune quello accaduto presso la stazione dei Carabinieri Levante, le seconda per importanza di Piacenza. Tuttavia, non è una sceneggiatura di Martin Scorsese né di Abel...

Ridi pagliaccio: gli artisti nel tempo del Coronavirus

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Come da un pò di tempo a questa parte, ho assistito alla conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il corpus delle comunicazioni ha riguardato le cifre degli ammortizzatori economici messi in campo per fronteggiare le perdite ingenti causate dal famigerato lockdown . Questa volta, dopo tante proteste riguardo alla loro "invisibilità" al mondo politico, sono stati citati anche gli artisti. Il Presidente del Consiglio ha dichiarato la cifra destinata al sostegno agli artisti, che tanto ci fanno "divertire".  Premesso che nei confronti del Presidente del Consiglio sento di nutrire una certa stima, anche perchè non oso immaginare gli accadimenti, se il suo seggio fosse stato occupato da altri personaggi, riconosco che la sua "uscita" ha attratto la mia attenzione. Molto più della girandola di miliardi annunciati che marceranno sul suolo patrio in un epico quadro degno da "Arrivano i nostri" che non più di tre mesi fa poteva ...

Musica / La funzione sociale del melodramma

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L'Italia nell'immaginario collettivo, nazionale ed internazionale, viene riconosciuta come la patria della pizza, delle bellezze architettoniche, del buon clima, della Ferrari, della mafia, primato condiviso quest'ultimo con cinesi, giapponesi e sudamericani e soprattutto del Belcanto, definizione per l'appunto italiana che indica l'arte della tecnica vocale monodica, affermatosi nel tardo XVI secolo. E' risaputo che si pone come inizio del melodramma la data del 6 ottobre 1600, anche se sia hanno notizie di rappresentazioni di favole pastorali già dal 1591, quando a Firenze venne messa in scena la favola drammatica Euridice su testo di Ottavio Rinuccini e musica di Jacopo Peri; un importante contributo alla tecnica vocale e a un nuovo gusto estetico lo apportò Giulio Caccini, membro della Camerata de' Bardi, che nel 1601 pubblicò a Firenze il volume Le nuove musiche, collezione di monodie e canzoni per voce solista e basso continuo; la parte più impor...

Musica / Quello stretto rapporto tra cibo e musica

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Celebre il motto di Gioacchino Rossini: "Non conosco una occupazione migliore del mangiare, cioè, del mangiare veramente. L'appetito è per lo stomaco quello che l'amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni” che la dice lunga sul rapporto stretto che collega storicamente la musica con il cibo.  Se il pasto è  centro e oggetto della festa, la musica ne è sicuramente l'anima. Fin dall'antica Roma i banchetti erano accompagnati da fiati e percussioni che animavano le danze; nelle corti medioevali i jongleur, saltimbanchi mascherati, allietavano le tavoli del signorotto di turno con lazzi, suoni e canti. Dal XVII sec. in Germania troviamo una serie di brani, che seguendo i titoli ci riportano ad esecuzioni durante i banchetti: Il Banchetto musicale , "per ogni sorta di strumenti" di Schein, il Concerto da tavola , del 1621 di Simpson, Musica da chiesa e da ...

Musica / La musica per sopravvivere alla quarantena

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Nell'Italia presa in ostaggio dal Covid 19 popolarmente detto Coronavirus, mezz'ora prima del tramonto, ormai da qualche giorno, si consuma il rito sociale dei concerti su balconi, terrazze e giardini; alle 18,00 il paese in isolamento viene unificato dalla musica. Si imbracciano chitarre, si montano microfoni e altoparlanti per dar vita ad un mega concerto su scala nazionale della durata di circa 10 minuti. Il primo brano in elenco, che ha avuto il compito di istituzionalizzare il disagio, è stato L'inno di Mameli, mai come questa volta Il canto degli Italiani , seguito poi dai successi della musica leggera italiana che hanno segnato vari momenti della storia nazionale. Questo fenomeno si richiama agli intenti originari dei flash mob, che nacquero e si diffusero agli albori del secondo millennio, per spezzare la quotidianità dei partecipanti e del pubblico casuale con un evento fuori dall'ordinario, quindi creare un'azione, un atto performativo o senza al...