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Cinema / Il cattivo poeta: ultimi giorni di una vita inimitabile

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Tra le molte vittime "artistiche" del Covid 19 figura anche il film di Gianluca Jodice, Il cattivo poeta , una pellicola a sfondo biografico che pone al centro dell'obiettivo gli ultimi due anni di vita di Gabriele D'Annunzio e i suoi controversi rapporti con il regime fascista. Il film è stato presentato in anteprima al Festival della Rivoluzione di Pescara l'8 settembre 2020 e avrebbe dovuto essere distribuito nelle sale dal novembre dello stesso anno, ma a causa delle restrizioni la sua uscita nelle sale è stata posticipata al 20 maggio 2020.  La storia narrata nel film riguarda fondamentalmente una porzione di due vite: una, quella di D'Annunzio oramai una parabola in discesa, disilluso dalla politica dopo la disavventura di Fiume e dopo i voltafaccia di Mussolini che proprio negli ultimi anni di vita del poeta si allea sciaguratamente con Hitler, l'altra, quella del giovane Giovanni Comini, fascista rampante posto alla guida della provincia di Brescia...

Cinema / la solitudine di Antonio Ligabue

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     Le realtà marginali della pianura padana risuonano al vento delle canne palustri e attraverso i fonemi del dialetto emiliano sono al centro del lavoro cinematografico di Giorgio Diritti, regista bolognese classe 1959 che annovera tra i suoi maestri ispiratori registi del calibro di Pupi Avati e Ermanno Olmi. Il suo ultimo film datato 2020 prende il titolo di Volevo nascondermi e narra le vicende del pittore Antonio Ligabue. La parabola del pittore è paradigmatica di una vita sfortunata: nasce in Svizzera nel 1899 figlio di una immigrata italiana che morì presumibilmente per un intossicazione alimentare insieme agli altri tre figli, Antonio venne allora dato in affidamento, ad un anno di età, ad una coppia svizzera senza figli e in realtà anche con scarse capacità economiche. La vita al giovane Antonio si prospetta subito dura, sarà costretto a cambiare molte scuole, e le difficoltà di apprendimento, complice anche un atteggiamento ribelle, condizioneranno il suo svi...

Cinema / Opera senza autore. La sorgente della creatività

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Il mistero della creatività, massima espressione umana, è stato oggetto di analisi molto frequentato da diversi studiosi operanti in vari campi della conoscenza. Il cinema non da meno, partecipa all'elaborazione del fenomeno e spesso lo fa in maniera magistrale, come nel caso del film Opera senza autore (2018) del regista tedesco Florian Henckel von Donnersmark. Il regista, anche autore del soggetto, nell'ideazione del film si ispira parzialmente alla vita del pittore Gerhard Richter, nato nel 1932 a Dresda e attivo in Germania dal dopoguerra, divenendo poi nel 1971 direttore dell'Accademia d'Arte di Düsseldorf. Le vicende narrate nel film hanno inizio nel 1937 e vedono al centro della storia il piccolo Kurt Barnert e la giovane e bella zia Elisabeth May, amante della musica e dall'arte, che purtroppo vivono durante un momento difficile per la Germania. La zia porta il bambino a vedere una mostra allestita sull'arte degenerata, dove si riconoscono dipinti di Ka...

Musica / Eurofestival 2021: l'Italia sul podio

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Le prime ore del 23 maggio 2021 hanno portato con loro la vittoria dei Maneskin al Song Contest 2021 che ha avuto luogo all'Ahoy Arena di Rotterdam, celebre città portuale dei Paesi Bassi. La canzone premiata, Zitti e buoni , quindi, raccoglie consensi, oltre che in Italia anche in ambito europeo, essendo tra l'altro il brano più ascoltato sulla piattaforma musicale Spotify. Lungi dal trovare nel brano chissà quali genialità e originalità poetico-musicali non si può non riconoscere alla giovane formazione romana di aver portato sul palcoscenico europeo una ventata di energia positiva, se vogliamo un momento di beata gioventù, con tutti i pregi e le imperfezioni che la condizione necessariamente comporta. Ciò non può che essere visto positivamente, soprattutto perchè i Maneskin vengono dall'Italia, un paese che difficilmente riesce a rinnovarsi e dove i precetti gattopardeschi espressi da Tomasi di Lampedusa sono fondanti riguardo un certo di pensare.  La prima cosa che mi ...

Cinema / E la censura non c'è più

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       E' notizia del 5 aprile 2021, ogni tanto qualcosa che esula dal Covid e dai vaccini, l'abolizione, tramite decreto, della censura cinematografica da parte del Ministro della Cultura Dario Franceschini. Il politico piddino a tal proposito ha espresso la propria soddisfazione per tale provvedimento dichiarando: «Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti». In realtà, il provvedimento era previsto dalla Legge sul cinema del 2016 e prevedeva la sostituzione dell'Istituto della censura con un organismo che andasse a classificare le varie pellicole prodotte e distribuite. La nuova Commissione di classificazione sarà composta da cinquanta professionisti del mondo del cinema, della pedagogia, della sociologia, nonché magistrati e rappresentanti delle associazioni dei genitori e delle associazioni animaliste e avrà il compito di adeguare la visi...

Cinema / Lei mi parla ancora

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Pupi Avati all'anagrafe Giuseppe Avati, classe 1938, è un regista che nella sua lunga carriera ha sempre avuto come tratto distintivo una modalità narrativa che lo ha sempre identificato nel panorama cinematografico italiano. Il suo ultimo lavoro Lei mi parla ancora  ispirato dal libro Lei mi parla ancora-memorie edite ed inedite di un farmacista scritto da Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio ed Elisabetta, pubblicato nel 2016 e dedicato alla memoria della moglie Rina Cavallini scomparsa nel 2015 dopo ben 65 anni di matrimonio, conferma questa collocazione ancora una volta. Il film era destinato alla distribuzione nelle sale ma a causa della pandemia è stato venduto a Sky Cinema che lo ha messo in programmazione dall'8 febbraio 2021.  Giuseppe Sgarbi inizia l'attività di scrittore a 93 anni con Lungo l'argine del tempo edito da Skira con le postfazioni dei due figli, in seguito ha pubblicato Non chiedermi cosa sarà il futuro , ma il libro che sente più suo, quello scat...

Quale cultura possibile?

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Nel saggio Economia, società e modi del fare musica nelle culture tradizionali , Marcello Sorce Keller ci riporta come tradizionalmente gli antropologi tendano a suddividere le parti che compongono quel vasto fenomeno che chiamiamo cultura. Alla domanda che cos'è "una cultura" gli studiosi ci dicono quali sono le tre componenti che intervengono nella sua costituzione: una parte materiale, gli oggetti, strumenti e utensili; un sistema socio-economico di riferimento  e infine, una cultura espressiva, ossia religione, arte e linguaggio proprio di una realtà sociale. Quindi ciò che chiamiamo cultura è quel conglomerato stratificato nel tempo di queste componenti che interagiscono tra loro. Come ci ricorda anche Mario Vargas Llosa: " La cultura non è la somma di parecchie attività, ma un modo di vivere, un modo di essere in cui le forme sono importanti quanto il contenuto. La conoscenza ha a che vedere con l'evoluzione della scienza a della tecnica, e la cultura è qua...

Cinema / Sulla mia pelle: l'arroganza del potere

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      Il cinema è decisamente il mezzo che meglio rappresenta il nostro tempo. Se il XVIII secolo trova la rappresentazione del suo stato nel teatro, pensiamo a Goldoni o alla nascita del dramma borghese, se il XIX secolo esprime le sue tensioni nel grande romanzo, e in Italia nel melodramma, il XX secolo incanala le sue nevrosi, altra parola molto cara al secolo scorso, attraverso il cinema, che diviene un medium, dove forse per la prima volta, la dimensione estetica e la dimensione comunicativa si trovano strettamente correlate.     Altra prerogativa del cinema à quella di rappresentare, questo accade fin dalle origini, la storia, gli eventi del passato, che attraverso le immagini riprendono vita e vengono proposti allo spettatore ricostruiti, arricchiti con elementi che non traspaiono dalla consultazione dei documenti scritti.       Nel nostro caso specifico, trovo ben riuscita in questo senso la trasposizione cinematografica della v...

Televisione / Il film, il pannolino e il politico

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Il mondo, sempre meno reale e sempre più virtuale, vacua rappresentazione, ormai è immagine pura, ossia icona priva di qualsiasi senso, se non quello di dimostrare se stessa in un corto circuito esistenziale. L'officiante di questa prassi involutiva è l'apparecchio televisivo, vero mediatore dei nostri tempi, ossia ente preposto a determinare un incontro, in questo caso con rapporti di forza sbilanciati, tra due o più parti. L'anomalia più frequente che riscontro nel mezzo televisivo è l'omologazione dei messaggi. Tutto è uguale a tutto all'interno del rettangolo televisivo. Pensiamo ad assistere ad un bel film, appassionante e che esprime valori profondi e tematiche che vale la pena di approfondire; proprio nel momento di maggior tensione emotiva, quando la gola si stringe e i pensieri vanno a mille, ecco che appare un culetto di un bambino nel suo pannolino, seguito da un pacco di fette biscottate, da un un'automobile che consuma pochissimo carburante, da...

Cinema / Favolacce: storia di un fallimento esistenziale.

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Favolacce è l'ultimo lungometraggio realizzato dai fratelli D'Innocenzo. Presentato al Festival di Berlino, ottiene l'Orso d'argento per la migliore sceneggiatura e  apprezzamenti dalla critica. Il film inizia con una voce narrante (Max Tortora) che accompagnerà lo spettatore lungo tutta la proiezione e che concluderà la sua prima esposizione con un ammonimento dai toni stranianti: "Quanto segue è ispirato ad una storia vera...la storia vera è ispirata ad una storia falsa...la storia falsa non è molto ispirata.". Questo incipit nella sua stessa natura significante, ma lo scopriremo solo alla fine, prepara lo spettatore alla visione di una storia ciclica, che potrebbe durare all'infinito e dalla quale non sembra esserci una via d'uscita. La location del film è estremamente significativa: un comprensorio di villini a schiera nella periferia sud di Roma. Villini ordinati e con giardino, che a prima vista denotano una certa agiatezza, ma che in r...

Musica / Claudio Monteverdi: il coraggio dell'innovazione

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Per poter parlare di Claudio Monteverdi e della sua ricca produzione musicale in maniera sintetica ed esaustiva sarebbe buona norma, per chiarezza di esposizione, intraprendere un percorso cronologico- geografico che comprenda le tre città italiane che maggiormente influirono sulla sua formazione; Cremona, Mantova e Venezia. Claudio Monteverdi nasce a Cremona nel 1567, figlio di Baldassare, medico e speziale molto in vista nella città lombarda. Il musicista inizia a studiare musica, che gli studi umanistici avevano posto in cima ai saperi necessari per un gentiluomo, con Marcantonio Ingegneri e da subito manifestò del talento che venne premiato dalla stampa di cinque libri di sue composizioni prima di giungere ai venti anni di età. Questo per l'epoca era un fatto straordinario, in quanto la stampa musicale aveva costi ingenti, ma probabilmente la posizione paterna rese più agevole l'impresa. Claudio Monteverdi Comunque, già in queste prime pubblicazioni il giovane ...

Mostre / La fruizione artistica per uscire dall'isolamento

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Dal 20 maggio al 20 giugno 2020 presso la Ikigai Art Gallery di Roma, in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio, avrà luogo una esposizione artistica, curata dalla Dott.ssa Alessia Ferraro, che vuole essere una possibile via di uscita, lastricata di bellezza, dall'isolamento dettato dalle misure anti Covid 19. Condividerò lo spazio espositivo con altri due artisti, Saverio Galano e Emanuele Marchetti.  Galano presenta tre interessanti opere pittoriche che trovano forza nella "poesia del movimento" (A. Ferraro). Immagini che rappresentano in una dimensione onirica da dove è difficile fuggire, figure archetipiche del mondo dello spettacolo, come giocolieri, poeti, contorsionisti, in atteggiamenti riflessivi e collocati in uno spazio dove la comunicazione è difficile, dove il pensiero non riesce a materializzarsi in parola. Marchetti invece propone "opere  intessute da una perizia tecnica in grado di plasmare “manieristici” t...