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Cinema / Al via la cerimonia di premiazione dell’Italia Green Film Festival 2022

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     Giunge alla terza edizione la kermesse cinematografica dedicata al green e al social, denominata Italia Green Film Festival . Dopo una seconda edizione di basso profilo a causa dell’emergenza pandemica, quest’anno la manifestazione torna in evidenza come idoneo strumento di sensibilizzazione riguardo alla tematica ambientale e verrà ospitata nella prestigiosa sede della Casa del Cinema di Roma il 21 e il 22 aprile 2022.  La cerimonia di premiazione verrà presentata dal noto showman Roberto Ciufoli.       Durante la mattina del 21 e del 22 aprile a partire dalle 9,30 le proiezioni dei circa quaranta film presenti in Official Selection saranno rivolte alle scuole, dalla primaria alla secondaria superiore, mentre sempre il 21 aprile dalle 17,00 alle 21,30 e il giorno successivo dalle 16,30 alle 18,00 le proiezioni saranno rivolte al pubblico.   Il momento clou dell’Italia Green Film Festival sarà comunque, con ingressi riservati, il 22 aprile dalle 19, 30, dove all’interno di una co

Taci anima che nulla più c'è da dire.

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Scorrendo le vicende dell'anno tuttora in corso, l'ultimo articolo del 2021 non può che perseguire l'intento di cercare di ricostituire un sentimento che pare perduto: l'umanità. Mentre stavo realizzando di scrivere qualcosa in merito, come spesso succede, il caso è giunto in mio soccorso con il nobile intento di fornirmi ispirazione per ciò che avrei avuto intenzione di scrivere; ecco quindi che mi imbatto nella splendida poesia di Camillo Sbarbaro "Taci anima stanca di godere", lirica contenuta nella raccolta di maggior successo del poeta ligure, Pianissimo del 1914. Avevo avuto modo di leggerla qualche anno or sono, ma quei versi seppur bellissimi, non mi avevano dato la giusta illuminazione, non erano riusciti a far scoccare in me la scintilla poetica introspettiva in essi contenuta. La "colpa" chiaramente, non andava fatta ricadere su quel capolavoro, ma bensì sul ricevente, probabilmente non ancora in sintonia con gli intenti profondi del poet

Rieducare e assimilare: una storia dimenticata degli indiani d'America

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Esiste una storia dimenticata che giace nella sedimentazione dei decenni e dei secoli. Spesso è una storia che non si trova sui libri che vengono fatti studiare a scuola, ma si trova su testi che mirano ad approfondire, che spesso purtroppo non sono alla portata di tutti: se l'interesse per un determinato argomento non parte dall'individuo, difficilmente viene posto in essere dal sistema. La storia dimenticata della quale vorrei scrivere brevemente in questo articolo riguarda il triste affare dei collegi di rieducazione per i bambini indigeni sorti in territorio americano alla fine del XIX secolo. La fine delle guerre indiane e la chiusura dei nativi nelle riserve decretò la vittoria militare statunitense nei confronti delle tribù indigene; questo aspetto presentò il problema di assimilare alla cultura occidentale i nativi cominciando dalle giovani leve. Questa era la visione della parte più progressista delle elite americane che credeva che l'unico modo per integrare i na

Cinema / Futura: in viaggio tra i "divenenti"

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     Nel gennaio del 2020 tre amici, registi per professione, nello specifico Pietro Marcello, Alice Rorhwacher e Francesco Munzi, decidono di girare qualcosa insieme. La loro attenzione si posa sui giovani italiani, o meglio, sui desideri, l'immaginario, quindi il futuro di questi giovani: nasce così il lungometraggio  Futura . La loro idea è molto semplice: con in spalla una cinepresa 16 mm. il loro intento è di chiedere a giovani appartenenti alla fascia d'età 15 - 20 anni, di varia estrazione culturale, diverse aspirazioni e sparsi su tutto il territorio nazionale, come immaginano il loro futuro. La fascia di età scelta per portare a compimento questo documento è particolare: non più bambini ma nemmeno adulti, bensì "divenenti" come vengono brillantemente definiti dalla voice off  che accompagna lo spettatore. Si potrebbe pensare che essendo "divenenti" il futuro venga forgiato su misura per loro, proprio su chi in quella fase della vita è pieno di entus

Media / Narrazioni strategiche

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 Avendo passato più di cinque decadi su questo pianeta, e nello specifico, su questa appendice di terra che guarda a mezzogiorno protesa nel mare, ricordo ancora oggi le campagne ambientaliste portate avanti tra gli anni '70 e '80 dai partiti di sinistra italiani. Ricordo inoltre le immagini del fiume Lambro sul quale navigava, eterea e maleodorante, la schiuma proveniente dagli scarichi industriali degli stabilimenti della zona, come le campagne anti-plastica che cercavano di migliorare la vita delle creature acquatiche, spesso immortalate con indosso uno spesso strato di liquame nero, sversato da qualche petroliera nei nostri mari. L'attenzione all'ambiente in una certa fascia della popolazione, i più colti, consapevoli e attenti, è stata sempre presente in Italia; i primi movimenti, di stampo aristocratico e colto, risalgono addirittura ai primi anni del '900, mentre nel 1955 un gruppo di intellettuali darà vita a Italia Nostra , dapprima su posizioni miranti a

Cinema / Il cattivo poeta: ultimi giorni di una vita inimitabile

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Tra le molte vittime "artistiche" del Covid 19 figura anche il film di Gianluca Jodice, Il cattivo poeta , una pellicola a sfondo biografico che pone al centro dell'obiettivo gli ultimi due anni di vita di Gabriele D'Annunzio e i suoi controversi rapporti con il regime fascista. Il film è stato presentato in anteprima al Festival della Rivoluzione di Pescara l'8 settembre 2020 e avrebbe dovuto essere distribuito nelle sale dal novembre dello stesso anno, ma a causa delle restrizioni la sua uscita nelle sale è stata posticipata al 20 maggio 2020.  La storia narrata nel film riguarda fondamentalmente una porzione di due vite: una, quella di D'Annunzio oramai una parabola in discesa, disilluso dalla politica dopo la disavventura di Fiume e dopo i voltafaccia di Mussolini che proprio negli ultimi anni di vita del poeta si allea sciaguratamente con Hitler, l'altra, quella del giovane Giovanni Comini, fascista rampante posto alla guida della provincia di Brescia

Cinema / Costa-Gavras: un regista alquanto scomodo

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Nel mare magnum dell'informazione contemporanea, ciò che maggiormente salta agli occhi è la sproporzionata esposizione mediatica di alcuni personaggi dello spettacolo rispetto ad altri. Alcuni attori e registi sono presenti su copertine di riviste, in servizi giornalistici televisivi, senza neanche aver fatto nulla di meritorio in tempi recenti. Sono presenti perchè sono. Avanguardie mediatiche del pensiero dominante, espressione del mainstream. Altri rappresentanti dello stesso panorama professionale sono invece pressoché assenti dalla considerazione del grande pubblico, spesso conosciuti solo dagli addetti ai lavori e nominati in qualche Tg solo se hanno realizzato qualche pellicola che viene proiettata a Venezia, Cannes o Berlino, dove magari,  e non è cosa rara, ottengono anche qualche riconoscimento importante.  Della seconda categoria di cineasti, ossia gli sconosciuti al grande pubblico, ha un ruolo di prim'ordine Konstantino Gavras che risponde allo pseudonimo di Cost