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Visualizzazione dei post con l'etichetta comunicazione

Media / Narrazioni strategiche

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 Avendo passato più di cinque decadi su questo pianeta, e nello specifico, su questa appendice di terra che guarda a mezzogiorno protesa nel mare, ricordo ancora oggi le campagne ambientaliste portate avanti tra gli anni '70 e '80 dai partiti di sinistra italiani. Ricordo inoltre le immagini del fiume Lambro sul quale navigava, eterea e maleodorante, la schiuma proveniente dagli scarichi industriali degli stabilimenti della zona, come le campagne anti-plastica che cercavano di migliorare la vita delle creature acquatiche, spesso immortalate con indosso uno spesso strato di liquame nero, sversato da qualche petroliera nei nostri mari. L'attenzione all'ambiente in una certa fascia della popolazione, i più colti, consapevoli e attenti, è stata sempre presente in Italia; i primi movimenti, di stampo aristocratico e colto, risalgono addirittura ai primi anni del '900, mentre nel 1955 un gruppo di intellettuali darà vita a Italia Nostra , dapprima su posizioni miranti a ...

Si fa presto a dire "complottista"

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Il 22 novembre 1963 a Dallas, in Texas, viene ucciso John Fitzgerald Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d'America. Il suo successore, Johnson, per appurare la dinamica dei fatti istituì una commissione d'inchiesta, la Commissione Warren, che prese il nome del presidente della corte suprema degli Stati Uniti che la presiedeva. La commissione durante la sua attività di inchiesta, ascoltò più di cinquecento testimoni e consultò un gran numero di documenti fornito dalle istituzioni. La disamina dei documenti stabilì la dinamica dell'accaduto, individuando l'autore dell'omicidio, tuttavia  evidenziando anche i punti deboli dell'apparato di sicurezza che doveva vigilare sulla sicurezza del Presidente; tra questi evidenziò la mancata ispezione dei fabbricati adiacenti al passaggio del corteo, la mancata identificazione del personale di ausilio alla polizia che vigilava lungo il percorso del corteo, nonché un superficiale dispiegamento di queste stes...

Cinema / E la censura non c'è più

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       E' notizia del 5 aprile 2021, ogni tanto qualcosa che esula dal Covid e dai vaccini, l'abolizione, tramite decreto, della censura cinematografica da parte del Ministro della Cultura Dario Franceschini. Il politico piddino a tal proposito ha espresso la propria soddisfazione per tale provvedimento dichiarando: «Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti». In realtà, il provvedimento era previsto dalla Legge sul cinema del 2016 e prevedeva la sostituzione dell'Istituto della censura con un organismo che andasse a classificare le varie pellicole prodotte e distribuite. La nuova Commissione di classificazione sarà composta da cinquanta professionisti del mondo del cinema, della pedagogia, della sociologia, nonché magistrati e rappresentanti delle associazioni dei genitori e delle associazioni animaliste e avrà il compito di adeguare la visi...

Covid 19 - la terza ondata

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Questo è un blog che tratta questioni legate al mondo dello spettacolo, cinema, teatro e musica, quindi allo stato attuale, in questo periodo dominato dall'ombra grigia del Covid non c'è molto da dire, e se anche ci fossero argomenti interessanti da approfondire, in sincerità dichiaro di non averne voglia.  Nel passato recente mi sono occupato di scrivere, in questa sede, un articolo riguardo alla narrazione di questa pandemia da parte dei politici e dei media, cassa di risonanza di quest'ultimi. Ciò che mi portò alla stesura dell'articolo furono delle discrepanze, o meglio incongruenze, tra ciò che veniva detto e ciò che realmente accadeva, ossia le misure prese per fronteggiare la diffusione del virus. A mesi di distanza vorrei tornare su questo argomento anche alla luce del recente inasprimento delle misure di prevenzione da parte del Governo. Andando a memoria mi sembrava di ricordare che nel mese di ottobre e novembre, quando si paventava già la venuta della terza ...

Cinema / Sulla mia pelle: l'arroganza del potere

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      Il cinema è decisamente il mezzo che meglio rappresenta il nostro tempo. Se il XVIII secolo trova la rappresentazione del suo stato nel teatro, pensiamo a Goldoni o alla nascita del dramma borghese, se il XIX secolo esprime le sue tensioni nel grande romanzo, e in Italia nel melodramma, il XX secolo incanala le sue nevrosi, altra parola molto cara al secolo scorso, attraverso il cinema, che diviene un medium, dove forse per la prima volta, la dimensione estetica e la dimensione comunicativa si trovano strettamente correlate.     Altra prerogativa del cinema à quella di rappresentare, questo accade fin dalle origini, la storia, gli eventi del passato, che attraverso le immagini riprendono vita e vengono proposti allo spettatore ricostruiti, arricchiti con elementi che non traspaiono dalla consultazione dei documenti scritti.       Nel nostro caso specifico, trovo ben riuscita in questo senso la trasposizione cinematografica della v...

Televisione / Il film, il pannolino e il politico

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Il mondo, sempre meno reale e sempre più virtuale, vacua rappresentazione, ormai è immagine pura, ossia icona priva di qualsiasi senso, se non quello di dimostrare se stessa in un corto circuito esistenziale. L'officiante di questa prassi involutiva è l'apparecchio televisivo, vero mediatore dei nostri tempi, ossia ente preposto a determinare un incontro, in questo caso con rapporti di forza sbilanciati, tra due o più parti. L'anomalia più frequente che riscontro nel mezzo televisivo è l'omologazione dei messaggi. Tutto è uguale a tutto all'interno del rettangolo televisivo. Pensiamo ad assistere ad un bel film, appassionante e che esprime valori profondi e tematiche che vale la pena di approfondire; proprio nel momento di maggior tensione emotiva, quando la gola si stringe e i pensieri vanno a mille, ecco che appare un culetto di un bambino nel suo pannolino, seguito da un pacco di fette biscottate, da un un'automobile che consuma pochissimo carburante, da...

Cinema / La forza di Alice. La forza delle donne.

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Il multiforme mondo dei cortometraggi è spesso un terreno di crescita e sperimentazione dove i giovani cineasti si mettono alla prova con il sogno di tentare il grande salto nelle produzioni dei lungometraggi, ossia, il cinema che conta. Tuttavia,  da qualche anno a questa parte, si mette in evidenza una grande produzione di  corti,  dove a cimentarsi con questa forma di cinema di nicchia si nota la presenza di artisti affermati o quantomeno non alle prime armi. Proprio a quest'ultima categoria appartiene Michele Li Volsi, cinquantenne regista e attore palermitano che con il suo ultimo lavoro,  La forza di Alice,  affronta con coraggio e lucidità tematiche scabrose ma quanto mai attuali quali la violenza sulle donne, l'omosessualità femminile e la procreazione assistita. La forza di Alice  narra in poco più di 13 minuti, le vicende, tratte da un fatto di cronaca, di una coppia omosessuale, Alice e Andrea, che decidono di avere un figlio nella ...

Ridi pagliaccio: gli artisti nel tempo del Coronavirus

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Come da un pò di tempo a questa parte, ho assistito alla conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il corpus delle comunicazioni ha riguardato le cifre degli ammortizzatori economici messi in campo per fronteggiare le perdite ingenti causate dal famigerato lockdown . Questa volta, dopo tante proteste riguardo alla loro "invisibilità" al mondo politico, sono stati citati anche gli artisti. Il Presidente del Consiglio ha dichiarato la cifra destinata al sostegno agli artisti, che tanto ci fanno "divertire".  Premesso che nei confronti del Presidente del Consiglio sento di nutrire una certa stima, anche perchè non oso immaginare gli accadimenti, se il suo seggio fosse stato occupato da altri personaggi, riconosco che la sua "uscita" ha attratto la mia attenzione. Molto più della girandola di miliardi annunciati che marceranno sul suolo patrio in un epico quadro degno da "Arrivano i nostri" che non più di tre mesi fa poteva ...

Musica / La funzione sociale del melodramma

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L'Italia nell'immaginario collettivo, nazionale ed internazionale, viene riconosciuta come la patria della pizza, delle bellezze architettoniche, del buon clima, della Ferrari, della mafia, primato condiviso quest'ultimo con cinesi, giapponesi e sudamericani e soprattutto del Belcanto, definizione per l'appunto italiana che indica l'arte della tecnica vocale monodica, affermatosi nel tardo XVI secolo. E' risaputo che si pone come inizio del melodramma la data del 6 ottobre 1600, anche se sia hanno notizie di rappresentazioni di favole pastorali già dal 1591, quando a Firenze venne messa in scena la favola drammatica Euridice su testo di Ottavio Rinuccini e musica di Jacopo Peri; un importante contributo alla tecnica vocale e a un nuovo gusto estetico lo apportò Giulio Caccini, membro della Camerata de' Bardi, che nel 1601 pubblicò a Firenze il volume Le nuove musiche, collezione di monodie e canzoni per voce solista e basso continuo; la parte più impor...

Fotografia / Peter Lindbergh: Il fascino della normalità

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Il 3 settembre del 2019, all'età di 74 anni, Peter Lindbergh ha riposto per l'ultima volta la sua Nikon nella custodia ed è partito per il lungo viaggio. Peter Lindbergh Il suo viaggio terreno era iniziato nel 1944 a Leszno, in Polonia, anche se il nostro era di nazionalità tedesca. I suoi inizi sono legati allo studio della pittura, mentre l'avvicinamento alla fotografia avviene a Düsseldorf dove si trasferisce, lavorando a fianco del fotografo tedesco Hans Lux ; due anni dopo, nel 1973 aprirà il suo studio. Il centro della sua attività si trasferirà a Parigi, fulcro della moda mondiale negli anni '70, crocevia di stilisti, modelle e fotografi. Da questo momento in poi, Lindbergh fotograferà le più celebri top models e i suoi lavori compariranno sulle copertine di riviste internazionali quali, Vogue , The New Yorker , Rolling Stone , Vanity Fair , Harper’s Bazaar US , Wall Street Journal Magazine , The Face, Visionaire e Interview. Queste sono solo brevi ...

Musica / La musica per sopravvivere alla quarantena

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Nell'Italia presa in ostaggio dal Covid 19 popolarmente detto Coronavirus, mezz'ora prima del tramonto, ormai da qualche giorno, si consuma il rito sociale dei concerti su balconi, terrazze e giardini; alle 18,00 il paese in isolamento viene unificato dalla musica. Si imbracciano chitarre, si montano microfoni e altoparlanti per dar vita ad un mega concerto su scala nazionale della durata di circa 10 minuti. Il primo brano in elenco, che ha avuto il compito di istituzionalizzare il disagio, è stato L'inno di Mameli, mai come questa volta Il canto degli Italiani , seguito poi dai successi della musica leggera italiana che hanno segnato vari momenti della storia nazionale. Questo fenomeno si richiama agli intenti originari dei flash mob, che nacquero e si diffusero agli albori del secondo millennio, per spezzare la quotidianità dei partecipanti e del pubblico casuale con un evento fuori dall'ordinario, quindi creare un'azione, un atto performativo o senza al...

Fotografia / Fotografia e contemporaneità

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Il 1826 fu un anno portatore di alcune novità. Gioacchino Rossini scrive l'Assedio di Corinto , James Fenimore Cooper pubblica il romanzo d'avventura L'ultimo dei Mohicani e lo scozzese Patrick Bell sperimenta con successo la mietitrice meccanica. Probabilmente, però, la trovata che più inciderà sui costumi, in maniera progressiva e in concomitanza con i progressi tecnici, arrivando fino a noi, sarà l'invenzione della fotografia.  Proprio in questo anno, Nicephore Niepce fece il tentativo di fissare la veduta da una finestra, sfruttando le capacità d’annerimento del bitume di Giudea su una lastra di peltro, con una posa di circa otto ore. La prima fotografia di Niepce Qualche anno più tardi Daguerre, chimico, pittore e scenografo teatrale, con il dagherrotipo, tra le altre cose, divenne il padre del genere del ritratto umano, quindi della riproducibilità dal vero della figura umana, se vogliamo un antesignano ideale del nostro Collodi, padre nel 1881 di Pin...