La connessione perduta

        Tempi veramente bui i nostri. Tempi descritti da brevi lampi giornalistici che però indicano a chi la sa leggere, la rotta verso la quale ci stiamo dirigendo, o meglio, verso la quale ci stanno dirigendo. Tanto per fare un riassunto delle bestialità avvenute in pochi giorni potremmo iniziare l'elenco con l'improvvido incidente di Brandizzo dove cinque operai hanno perso la vita mentre lavoravano sui binari nell'omonima stazione ferroviaria. Una leggerezza imperdonabile della quale è interessante scoprire le cause, potremmo proseguire con gli stupri di gruppo, che ormai non si contano più, anzi si confondono tra loro come in un triste incubo nel quale si confondono vari personaggi, vittime e carnefici. Scorrendo i notiziari non possiamo non soffermarci sull'uccisione a calci di un piccola capretta in un agriturismo di Anagni, vicino Frosinone, luogo del celebre schiaffo, umiliazione subita da Papa Bonifacio VIII, che bisognerebbe rinnovare, con gli interessi, nei confronti dei vili autori del gesto e di chi ne prende le parti, genitori compresi. Per concludere, l'assassinio dell'orsa Amarena, simbolo del Parco Nazionale d'Abruzzo, presenza pacifica e mite che come scrive Manuela Di Vito sul suo profilo Facebook: « Tu eri del paese, Ama, e non come qualcosa che si possiede né uno spettacolo da dare in pasto al pubblico per i quindici secondi di notorietà. Tu appartenevi alla nostra comunità. Anima fiera, calma, gentile, che abitava con noi il luogo insieme ai tuoi figli».

        A fronte di questi drammi, dove uomini e animali, oltre alla vita, perdono anche la dignità, seguono sempre prese di posizione, incredulità, indignazioni di politici di vario grado, che di colpo vogliono istituire tavole rotonde, confronti, cabine di regia, con il fine di capire come si sia giunti a questo. Chissà. 

        Dinanzi a tanto sgomento mi permetto di gettare un salvagente a chi si ritrova spaesato davanti a questi turpi scenari; va detto, che le preoccupazioni di lor signori sono necessariamente altre come soddisfare le miliardarie richieste NATO, oppure "combattere" contro l'inflazione ed il rialzo dei prezzi, rimpolpare le buste paga, a dir il vero con effetti risibili, e ovviamente gestire  politiche di alleanze per il buon funzionamento delle Istituzioni. Io, nel mio piccolo, non dovendo occuparmi di tali incombenze, noto invece alcune cose che forse potrebbero aiutare i nostri politici a trovare, in un momento di lucidità, un capo della matassa.

        Soprattutto in alcune zone del paese, sembra evidente ci sia un emergenza sociale che riguarda i più giovani. Zone dove l'abbandono scolastico è una realtà e dove alla cultura vengono anteposti falsi miti e disvalori che non dovrebbero trovare posto nella nostra società. Indipendentemente da problematiche familiari, ciò che dovremmo chiederci riguarda il fatto di cosa vivono culturalmente questi giovani, in soldoni, quali sono i loro valori di riferimento. Il carrozzone mediatico propone certo una merce culturale non proprio di primo livello. Qualcuno di voi ha mai ascoltato i testi dei vari rapper, trapper e compagnia cantante? Bene, risulta molto semplice trarre informazioni circa l'idea di base che trapela da questi "ideologi" contemporanei: i testi sono intrisi di atti violenti nei confronti delle donne. Prendiamone uno a caso: Emis Killa e Jake La Furia in Sparami, che già il titolo la dice lunga: « Il mood è schivare le vipere, mettere il cazzo in queste fighe infime, finché non muoio di AIDS o di sifilide», oppure roba tipo questa: « 1, 2, sei la ragazza che voglio, 3,4,5,6,7,8 sono le pallottole se dirai di no [...] voglio solo trascinare il tuo corpo senza vita in una foresta e violentarlo, ma tutto questo solo perché ti amo». Potrebbe sembrare un gioco, già sento il ritornello « ma è solo una canzonetta!». Si, sarebbe solo una canzonetta se la vita di questi ragazzi fosse ricca di cultura con la C maiuscola, oppure il loro mondo fosse assorbito a conoscere la bellezza, a coltivare la gentilezza, che mi dispiace, è in antitesi ad andare in giro per Napoli con la pistola in tasca a 16 anni e sparare e uccidere un ragazzo che attraverso la musica di bellezza ci viveva. Su questo non si transige. Cosa date da mangiare allo spirito dei giovani? Gli influencer? I Trapper tatuati con le loro perle linguistiche? Fantastico, ma soprattutto per le tasche di questi che si arricchiscono lasciando il deserto dietro di loro, o meglio, nell'anima di chi li ascolta.




        Intolleranza. Dove il confronto è negato e l'accettazione dell'altro una chimera a parlare è solo la violenza, poi che sia contro una capretta, un orso o una ragazza è una casualità. risulta sempre una violenza connotata da vigliaccheria: un gruppo di maschi contro una ragazza sola, un uomo con un fucile contro un' orsa pacifica, un 'accozzaglia di deficenti contro una capretta. Applausi. 

        Un tempo erano in voga i romanzi di formazione nel quale le complessità sociali si contemperavano con l'evoluzione individuale attraverso esperienze interiori e tematiche quali il confronto con le figure genitoriali, avventure sentimentali, esperienze lavorative, come anche i viaggi, vere e proprie iniziazioni. Un autore come Cronin è attualmente sconosciuto ai più, come anche un Golding (Il signore delle mosche) e finanche Kerouac, il cantore della beat generation. E se ne potrebbero citare molti altri.


        Purtoppo la cultura e l'istruzione non sono più un valore ( basta guarda quale autorevolezza hanno gli insegnanti e fare un confronto con trenta anni fa), e la responsabilità di questo è politica, si proprio quelli che "vogliono capire". La curiosità intellettuale e la cultura

sono stati rimpiazzati dall'ideale del fare i soldi facilmente, magari con un video di una violenza sessuale postato sui social, come anche dal sesso visto come una prevaricazione e fonte di conseguente guadagno. Il problema forse più rilevante è soprattutto l'incapacità di vivere una frustrazione. Forse i genitori moderni non hanno mai letto il libro di Asha Phillips dal titolo I no che aiutano a crescere.
     

Commenti

Post popolari in questo blog

Taci anima che nulla più c'è da dire.

Rieducare e assimilare: una storia dimenticata degli indiani d'America

Cinema / Futura: in viaggio tra i "divenenti"