Covid 19 - la terza ondata

Questo è un blog che tratta questioni legate al mondo dello spettacolo, cinema, teatro e musica, quindi allo stato attuale, in questo periodo dominato dall'ombra grigia del Covid non c'è molto da dire, e se anche ci fossero argomenti interessanti da approfondire, in sincerità dichiaro di non averne voglia. 

Nel passato recente mi sono occupato di scrivere, in questa sede, un articolo riguardo alla narrazione di questa pandemia da parte dei politici e dei media, cassa di risonanza di quest'ultimi. Ciò che mi portò alla stesura dell'articolo furono delle discrepanze, o meglio incongruenze, tra ciò che veniva detto e ciò che realmente accadeva, ossia le misure prese per fronteggiare la diffusione del virus. A mesi di distanza vorrei tornare su questo argomento anche alla luce del recente inasprimento delle misure di prevenzione da parte del Governo.

Andando a memoria mi sembrava di ricordare che nel mese di ottobre e novembre, quando si paventava già la venuta della terza ondata nel periodo post-natalizio, il rapporto tamponi/contagiati fosse più grave di oggi: per verificare la consistenza di questo sedimento della memoria vado allora a consultare i dati riportati sui quotidiani, essenzialmente La Repubblica e Il Messaggero.

Inizio la mia ricerca dal 10 ottobre, nel momento nel quale abbandonata la stasi estiva i dati segnavano una risalita dei contagi: 133.084 tamponi per 5.724 contagiati. La situazione si aggrava nei giorni a seguire per registrare il 25 ottobre i seguenti dati: 161.880 tamponi per 21.273 contagiati, fino a giungere al 31 dello stesso mese a 215.886 tamponi per 31.758 contagiati. I numeri si fanno seri, le rianimazioni cominciano ad entrare in difficoltà. Il 12 novembre si eseguono 234.672 tamponi e si scoprono 37.978 contagiati. Siamo al vertice dei contagi, che verrà confermato dopo una settimana, quindi  il 19 novembre dove a fronte di 250.186 tamponi si scovano 36.176 nuovi affetti dal virus.

Covid 19
Dicembre. Si avvicina il Natale, il governo partorisce l'idea del Cashback di Stato al fine di smuovere l'economia forte del traino di un periodo tradizionalmente rivolto alle spese extra; inoltre si pensa di rendere tutta Italia zona gialla, anche regioni che secondo i dati erano state colpite, fino a una settimana prima, molto duramente dal virus. Pare evidente che la libertà concessa è finalizzata solo per fare acquisti, in quanto il 24 dicembre si introducono norme strettissime per evitare il rischio di assembramenti familiari durante le festività natalizie. Tradotto: avete speso i soldi, bene, ora tutti a casa propria. Questi provvedimenti sono presi per evitare la famigerata terza ondata. Gennaio è alle porte.

Ma veniamo ai dati. L' 11 dicembre registra 190.416 tamponi per 18.727 contagi, il 15 dicembre 162.880 tamponi per 14.844 contagi. Durante il periodo festivo, e precisamente il 30 dicembre, l'anno horribilis si conclude con 128.740 tamponi eseguiti per 11.212 contagiati individuati. 

Inizia il 2021 con festeggiamenti domiciliari in tempo di coprifuoco. Dopo l'Epifania, che tutte le feste porta via, i tamponi il 7 gennaio saranno 178.596 per 20.331 contagiati. Il Governo nella settimana dopo l'Epifania decide di inasprire le misure in quanto la terza ondata è alle porte. L'Italia viene colorata per lo più di rosso e arancione. Anche la Lombardia diviene rossa, a pensare che con il numero di contagi che registrava era stata promossa a gialla i primi di dicembre: come sono cangianti questi colori, che sembrano armonizzarsi più con le carte di credito che con i virus. Ad ogni modo l'Italia dal 17 gennaio si chiude di nuovo, regione più regione meno. Il 16 gennaio vengono eseguiti 260.704 tamponi per 16.310 positivi.

A leggere i dati che ci vengono forniti in maniera ossessiva, ma a quanto pare con scarso senso critico, risulta evidente che non ci sia nessun aggravamento della situazione, anzi, allo stato attuale nessuna terza ondata sembra alle porte. Se confrontiamo i dati del mese di novembre con i dati di gennaio sembrano suggerirci un ridimensionamento della diffusione del virus. Inoltre, altro aspetto fondamentale, la scesa in campo del vaccino dal 27 dicembre 2020, un valido alleato che con il tempo darà un contributo determinante nel diminuire l'impatto del virus.

Non sono un epidemiologo, ma credo di saper leggere i dati e ricordo anche le dichiarazioni allarmate che già da ottobre, all'inizio della seconda ondata, paventavano una terza ondata che sarebbe scaturita dalle follie dei baci e abbracci natalizi. I dati del 16 gennaio non sembrano confermare la tragedia, ma le misure vengono prese lo stesso. Sembra che già fosse deciso e che la decisione in questione fosse slegata dai dati. A questo punto si palesa il forte dubbio che i numeri vengano pubblicati solo per aumentare un diffuso senso di depressione e inquietudine che si sta diffondendo in questo paese. Lungi dall'ipotizzare un "libera tutti" decisamente fuori luogo, credo che queste ulteriori privazioni della libertà personale di gennaio siano ingiustificate, ma non per motivi astrattamente libertari e populisti, ma semplicemente perchè i numeri non le supportano. Se dei numeri ci dobbiamo fidare.


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